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Elenco semiserio di un auto-ricambio

Elenco semiserio in trenta punti e in ordine sparso di quello che ho vissuto e che mi lega alla mia Volkswagen Up! che mi ha accompagnato dai miei diciotto anni ad oggi, pensato tornando a casa in lacrime dal concessionario al quale la darò per acquistare una (necessaria) auto nuova in pronta consegna e con dunque poco tempo per elaborare il distacco: Festeggiare i miei diciotto anni il 17 gennaio… Leggi tutto »Elenco semiserio di un auto-ricambio

Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene?

Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non ci sarebbe bisogno di altro. Sta tutto in queste poche parole. Una dichiarazione, una concessione, poi una domanda straziante. Mentre Pavese si toglieva la vita il 27 agosto del 1950, in una camera dell’albergo Roma di Piazza Carlo Felice a Torino, io lo stesso giorno di un anno fa smettevo ufficialmente di prendere gli psicofarmaci che mi avevano accompagnato per… Leggi tutto »Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene?

Lettera a un bambino (or)mai nato

Mi ha trascinato in terapia quando le gambe erano così deboli da farmi pensare che il semplice stare in piedi mi avrebbe sbriciolato tutte le ossa. Mi ha afferrato per una spalla quando in cima al parcheggio multipiano della metropolitana il fiato era corto per il pianto e l’asfalto era vicinissimo per il desiderio di far tacere tutto. Mi ha restituito degli accenni di comunicazione per chiedere aiuto mentre i… Leggi tutto »Lettera a un bambino (or)mai nato

Talee da me stesso

Con le piante ho cominciato quest’anno. Non ho mai avuto il pollice verde, e tutto è iniziato un po’ per caso anche grazie al tempo vuoto del confinamento. Con la psicoterapia ho cominciato tanti anni fa. Ho sempre avuto una spiccata propensione all’empatia, e il resto dello groviglio di meccanismi emotivamente costosi e psicologicamente deleteri è iniziato presto. Inconsapevolmente. Con il termine talea, riprendo quello che dice la Treccani, in… Leggi tutto »Talee da me stesso

Parole contro la paura

Dal vetro della teca nella quale sono rinchiuso da sempre osservo il mondo che mi circonda e ho paura. È la prima emozione che arriva. È la prima che registro. E non parlo solo di quello che ho avvertito in questi mesi. Amplio il discorso a una sensazione più generale di instabilità emotiva e forse anche mentale. Non posso lamentarmi della bellezza e della pulizia della mia teca, ma scrivo… Leggi tutto »Parole contro la paura

Dopo il terremoto

Comincia tutto dopo, ma non “subito” dopo. Comincia quando le macerie sono state portate via o sono rimaste in mezzo alle strade abbastanza a lungo. Si può definire come una presa di coscienza, una consapevolezza iniettata a piccole dosi. In un certo sento, “auto-iniettata”. Io il terremoto non l’ho mai vissuto. Fortunatamente. Ma ho avuto parenti e amici che me lo hanno raccontato, il terremoto quello vero. E il racconto… Leggi tutto »Dopo il terremoto