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Lettera a un bambino (or)mai nato

Mi ha trascinato in terapia quando le gambe erano così deboli da farmi pensare che il semplice stare in piedi mi avrebbe sbriciolato tutte le ossa. Mi ha afferrato per una spalla quando in cima al parcheggio multipiano della metropolitana il fiato era corto per il pianto e l’asfalto era vicinissimo per il desiderio di far tacere tutto. Mi ha restituito degli accenni di comunicazione per chiedere aiuto mentre i… Leggi tutto »Lettera a un bambino (or)mai nato

Talee da me stesso

Con le piante ho cominciato quest’anno. Non ho mai avuto il pollice verde, e tutto è iniziato un po’ per caso anche grazie al tempo vuoto del confinamento. Con la psicoterapia ho cominciato tanti anni fa. Ho sempre avuto una spiccata propensione all’empatia, e il resto dello groviglio di meccanismi emotivamente costosi e psicologicamente deleteri è iniziato presto. Inconsapevolmente. Con il termine talea, riprendo quello che dice la Treccani, in… Leggi tutto »Talee da me stesso

Parole contro la paura

Dal vetro della teca nella quale sono rinchiuso da sempre osservo il mondo che mi circonda e ho paura. È la prima emozione che arriva. È la prima che registro. E non parlo solo di quello che ho avvertito in questi mesi. Amplio il discorso a una sensazione più generale di instabilità emotiva e forse anche mentale. Non posso lamentarmi della bellezza e della pulizia della mia teca, ma scrivo… Leggi tutto »Parole contro la paura

Dopo il terremoto

Comincia tutto dopo, ma non “subito” dopo. Comincia quando le macerie sono state portate via o sono rimaste in mezzo alle strade abbastanza a lungo. Si può definire come una presa di coscienza, una consapevolezza iniettata a piccole dosi. In un certo sento, “auto-iniettata”. Io il terremoto non l’ho mai vissuto. Fortunatamente. Ma ho avuto parenti e amici che me lo hanno raccontato, il terremoto quello vero. E il racconto… Leggi tutto »Dopo il terremoto